PRESIDIO AL CARCERE DI BRINDISI – LIBERTÀ PER TUTTX

Per la stragrande maggioranza delle persone il carcere è un universo sconosciuto.
La paura che esso evoca genera un meccanismo di rimozione ed è così: il carcere si sottrae allo sguardo pubblico e alla critica della sua presunta funzione di rieducazione e risocializzazione.
Da qui la necessità di parlarne, di fare iniziativa politica, di convocare presidi e manifestazioni sotto le carceri pugliesi perché crediamo che sia urgente e necessario rompere il muro dell’indifferenza, della diffidenza e dell’omertà che avvolge gli istituti di detenzione, affinché si possa fare luce sulle brutali condizioni detentive nelle carceri italiane, tra morte per mancanza di cure e suicidi (79 nel 2025), sovraffollamento cronico, assenza totale di assistenza sanitaria e di cura affettiva, mancanza di attività ricreative, sportive e di formazione e lavoro.
Le carceri non solo non “riabilitano”, ma escludono ulteriormente i detenuti dalla società, imponendo loro uno stigma e marchiandoli a vita. I luoghi di detenzione sono uno strumento dello stato per tenere rinchiuse le “classi pericolose”, ovvero persone povere, migranti, tossicodipendenti, militanti ed attiviste politiche, e tuttx coloro che hanno preferito correre il rischio di infrangere la legge piuttosto che rinunciare alla propria dignità.

Per il governo Meloni e più in generale per i governi degli ultimi 25 anni, la legislazione d’emergenza attuata attraverso i “decreti sicurezza”, l’innalzamento delle pene, la creazione di nuove fattispecie di reato e la repressione penale sempre più diffusa e il carcere hanno assunto un ruolo centrale in una strategia d’azione volta a silenziare e invisibilizzare le soggettività marginalizzate e a reprimere ogni forma di dissenso, attraverso la costruzione di paure sociali che generino la percezione di una permanente “emergenza sicurezza”.

Per queste motivazioni abbiamo indetto un presidio di protesta sotto le mura del carcere di Brindisi – Sabato 10 Gennaio alle ore 11:00 affinché la solidarietà tra persone libere e detenute possa varcare la soglia di quelle mura.