CPR – IL RUOLO DELLA PUGLIA NEI TRASFERIMENTI IN ALBANIA

Il pezzo di terra chiamato Puglia è da sempre un punto fondamentale per l’intercettazione, identificazione, smistamento e
oppressione dellx migranti, soprattutto da quando la guerra alle persone in movimento è diventata una priorità degli stati Europei.
Sin dalla nascita delle prigioni per migranti nel ’98, la Puglia ne ha ospitate sempre almeno una:
Il Cpt di San Foca (chiuso nel 2006) e in seguito con i CIE di Bari Palese e Brindisi Restinco (oggi CPR), per un totale di posti letto che si aggira sui 200;
Insieme alla Sicilia, la Puglia è l’unica regione con più di un Cpr attivo, inoltre è stata scelta per ospitare anche 1 dei 4 Hotspot presenti sul suolo Italiano;
Sempre con la Sicilia, la Puglia è l’unico pezzo di territorio Italiano in cui troviamo più di un CARA e in cui è presente uno dei 4 CPSA esistenti in Italia.
Col protocollo Meloni-Rama, la Puglia, in particolare Bari e Brindisi con i loro porti e strutture già esistenti, svolge un ruolo ancora più importante nella repressione delle persone in movimento.
Già quando il centro in Albania sarebbe dovuto funzionare per esternalizzare la frontiera Italiana e come centro in cui applicare la “procedura accelerata di frontiera” (e non come dei veri e propri CPR) le navi che riportavano le persone, ingiustamente (anche per la magistratura) trattenute in Albania, attraccavano nel porto di Bari e spesso venivano in seguito semi-detenute nel CARA della città.
Ora che l’utilizzo del centro oltre mare è cambiato, governo e polizia hanno più spazio di manovra. Le persone deportate vengono prese dal territorio Italiano, dai Cpr già presenti.
La Puglia sta diventando sempre più complice e carnefice.
I primi trasferimenti verso l’Albania dal cambio di destinazione d’uso dei centri sono stati caratterizzati da pochissima trasparenza da parte delle istituzioni coinvolte e soprattutto dalla confusione che i media mainstream (e purtroppo non solo) hanno fatto; ogni giornale faceva ipotesi e supposizioni senza un minimo di ritegno, si contraddicevano articolo dopo articolo.
Questo è successo da prima che l’operazione del governo e polizia iniziasse ed è continuato fino alla fine e continua tutt’ora.
Partiamo dall’inizio:
La settimana prima dei trasferimenti in Albania abbiamo saputo di uno spostamento da Brindisi verso Torino di 7 persone (confermato da Torino) e in seguito si è scoperto che altre 8 sono state trasferite da Bari verso Torino.
Giovedì 10 Aprile, il giorno in cui i giornali parlavano del ritardo nei trasferimenti verso l’Albania, dando la colpa a delle rivolte nel Cpr di Brindisi, ipotizzando (senza dire che si trattasse di un ipotesi) che tutte le 40 persone da trasferire in Albania si trovassero lì (mandandoci in tilt), un amico recluso ci ha detto che non c’è stata nessuna rivolta di grandi dimensioni o comunque niente in particolare quella sera, nessun tentativo di trasferimento, niente.
Ci ha anche detto che 40 persone a Brindisi oltre loro non ci sarebbero entrate e che nessuno di loro era stato prelevato quella notte. Venerdì 11, il giorno in cui sono arrivati ufficialmente i reclusi in Albania il nostro amico ci ha mandato un messaggio alle quattro di mattina dicendoci che si stavano portando 4 ragazzi da Brindisi (Infatti a posteriori anche i giornali hanno iniziato a dire che le rivolte sono avvenute nei Cpr da cui sono state selezionate le persone da portare in Albania)*.
Appena abbiamo potuto parlare con più calma con un amico dentro, ci ha confermato che i 40 dell’Albania non erano stati a Brindisi e ci ha detto che avevano provato a chiamare i 4 che ipoteticamente erano stati portati quella notte, ma che il telefono risultava spento o irraggiungibile.
Noi, da subito, abbiamo voluto fidarci più di chi sta dentro che di giornali, politici, analisti e anche alcuni movimenti ; per questo ci basta la sicurezza del nostro amico per essere sicurx che non sono stati a Brindisi quei 40, ma anche che a Brindisi c’è una capienza che va sui 40 posti, quindi avrebbero dovuto svuotare Brindisi, riempirlo e svuotarlo di nuovo, quindi i nostri contatti sarebbero già dovuti essere in Albania.
A posteriori alcuni giornali hanno riportato che i trasferiti provenivano da: Bari,Torino, Milo, Gorizia, Milano e Brindisi.
Su Bari non abbiamo “intercettato” i trasferimenti*** , su Brindisi, invece, a livello temporale solo quei 4 potrebbero essere effettivamente saliti sulla nave.
Questo non esclude che Bari e Brindisi non siano stati usati come “stiva” per l’Albania infatti successivamente da Torino abbiamo saputo del trasferimento di 4 persone a mezzo di volanti facendo tappa a Roma, per poi ripartire verso Bari e infine a Gjader.
Domenica 20 Aprile, durante una chiamata a un amico dal Cpr di Bari, abbiamo sentito urla e grida di sottofondo, gli abbiamo chiesto cosa stava succedendo e lui ci ha risposto che un ragazzo marocchino era tornato dall’Albania e che nella sezione in cui era stato portato si stavano rivoltando (non sappiamo l’entità della rivolta).
Il giorno stesso sul Manifesto esce un articolo che parla dei primi migranti tornati in Italia dall’Albania, parlando anche di un ragazzo marocchino.. ma dicendo che probabilmente sarebbe tornato subito in libertà. In un articolo uscito il 24 Aprile, sempre sul Manifesto, questa cosa verrà smentita confermando l’informazione arrivata da dentro e annunciando la liberazione effettiva del ragazzo.
Il 25 Aprile, per puro caso siamo riuscitx a scoprire che in mattinata una nave con tre persone era arrivata dall’Albania. Siamo riuscitx a parlare con uno di loro che ci ha detto che lui ed un altro sono tunisini e l’altro algerino; i due ragazzi tunisini sono stati portati al policlinico di Bari per dei controlli, uno dei due è tornato in Italia per essere liberato, scortato da 2 poliziotti, l’altro invece è tornato in Italia per procedere al rimpatrio, scortato da 5/6 poliziotti.
Il ragazzo algerino è stato portato in questura, a quanto pare ha precedenti penali e ha fatto un po’ d’anni in carcere prima di essere stato portato in un cpr italiano e poi in Albania, il motivo per cui è stato portato in questura non ci è noto, ma abbiamo la sicurezza che entrambi sono liberi, e per nostra grandissima gioia, il ragazzo libero con cui siamo rimastx in contatto ci ha rassicuratx dicendoci di aver saputo che anche il ragazzo che avrebbero dovuto rimpatriare era invece tornato libero.
Possiamo solo sperare che questo sia vero e augurargli una buona libertà.
Questo testo d’aggiornamento ha come scopo: monitorare e tenere traccia di ciò che succede in Puglia, ribadire ciò che lx compagnx sicilianx hanno già detto in un comunicato di poco tempo fa comunicando la notizia della morte di Rabi:
Ci fideremo sempre più di chi è reclusx e lotta davvero dal punto più sfavorevole e meno privilegiatx che di giornali, avvocati o giuristi vari.
Sono forse proprio questi privilegi, misti all’arroganza e alla presunzione di sapere, che spesso ci fanno mettere in dubbio che chi sta dall’altra parte del telefono sta dicendo il giusto o no, la verità o una fantasia?!
A posteriori sappiamo che tutte le informazioni che ci sono arrivate da dentro erano giuste, a differenza di quelle che arrivavano da fuori.
Sia che ci siano arrivate prima,insieme o dopo, le informazioni che arrivavano dai giornali e dai canali di informazione in generale erano quasi sempre sbagliate, incomplete o giuste solo in parte.
Sappiamo di aver fatto la scelta giusta nel aver creduto sin da subito a chi ci ha raccontato la vita quotidiana in quei centri prima ancora che i giornali avessero interesse a farlo.
Ci sembra importante riportare lo sconforto e la confusione che compagnx possono provare quando il territorio in cui vivono e lottano viene bombardato da tante informazioni confuse, diverse e in contrasto a quello che si vede e ascolta.
Ed infine, per ribadire il ruolo che la Puglia sta avendo nella repressione delle persone in movimento, vogliamo anche far notare come qualsiasi luogo nelle nostre città può essere un luogo in cui la macchina dell’espulsione è in movimento, dai porti agli ospedali, dalle stanze delle questure ai controlli in strada delle forze del male.

*supponiamo che: poiché vicini al porto i reclusi di Brindisi e Bari da portare in Albania potevamo essere gli ultimi da prelevare.

**Venerdì sera ci riscrive per dirci che si stavano portando via altri 10 ragazzi, quando i trasferimenti in Albania erano già conclusi da ore.

***forse essendo più grande e con più reclusi è più difficile per i nostri amici a Bari rendersi conto di tutti i movimenti che ci sono.

LIBERTÀ PER TUTTX

FUOCO AI CPR